"Portus Naonis":
il porto più a nord
sulla via delle spezie

Pordenone, l’antica Portus Naonis, è stata fin dall’Impero Romano il porto sul fiume Noncello
che, insieme ad un complesso sistema fluviale, collegava i mercati del nord ai commerci con
Venezia ed il Mediterraneo da dove giungevano le spezie dall’Oriente, risalendo le vie d’acqua
fino alla pianura friulana al cospetto delle Alpi.

Da Venezia a Pordenone:
Le vie d’acqua del commercio
Venezia
Pordenone

Il sistema fluviale del Noncello, Meduna e Livenza è la via d'acqua che collegava la città di
Pordenone, nel Friuli occidentale, a Venezia e sulla quale dal ‘400 e fino alla metà del XIX
secolo si effettuava anche il regolare trasporto di persone, oltre che di merci.

Barconi, chiatte e “burchielli” risalivano i fiumi per portare zucchero, sale, olio, vetri, oggetti di
lusso e ovviamente le spezie, fra le quali il prezioso zafferano.

Dalla persia a Venezia,
lungo l’antica via delle spezie

Dall’arabo Za’ faran, da “asfar” che nell’antica Persia significava “giallo”, lo zafferano viene citato in uno scritto ebraico di tremila anni fa, nominato nei papiri egiziani del II secolo a. C. e nella Bibbia, mentre Carlo Magno, nella sua campagna d’Asia, lo scioglieva nel tè e cenava con riso allo zafferano.
La diffusione delle spezie in tutto il Mediterraneo risale agli antichi Romani e già in questa epoca Pordenone era porto fluviale ricco di scambi commerciali fra nord e sud.

Verso il IX secolo fu la vicina Repubblica marinara di Venezia a prendere il sopravvento sulle rotte commerciali e nel 1271 Marco Polo intraprese il famoso viaggio descritto ne "Il Milione", durato più di 25 anni, descrivendo luoghi esotici, usi e costumi dall'Arabia, all'India e alla Cina, percorrendo a ritroso le antiche vie che portarono lo zafferano fino alle nostre terre.

Marco Polo